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4Gen2017

E’ indiscutibile che oggi la questione relativa ad età e modalità con cui i bambini si avvicinano al mondo del web e in particolare ai social network sia di primaria importanza, viste le ricadute sociali che determina (cyber bullismo, pedopornografia, truffe…); tuttavia l’educazione ai media non si può ridurre a questa sola dimensione: per questo è opportuno ribadire che cosa sia e quale sia il suo reale campo d’interesse, anche per valutare la possibilità di impiegarla, in modo non casuale o estemporaneo, con gli alunni che frequentano la Scuola dell’Infanzia e i primi anni della Scuola Primaria.

5Ago2016

La promozione e l’utilizzo dei media sono divenuti ormai indispensabili anche nella Scuola dell’Infanzia, visto l’enorme impatto che la tecnologia ha sulla vita degli abitanti del nostro tempo.
Quello che occorre è un vero e proprio percorso di educazione ai media per proporre ai bambini una visione positiva della multimedialità: in questo senso è doveroso pensare ad un binario parallelo su cui viaggino, da una parte, la formazione per gli insegnanti (e per le famiglie) e, dall’altra, scelte operative concrete.

18Lug2016

Secondo studi condotti dall’OCSE, un corretto percorso didattico grafo-motorio è in grado di prevenire nell’80-90% dei bambini in età scolare l’insorgenza di disgrafie di tipo evolutivo, difficoltà che rallentano l’apprendimento e influiscono negativamente sul consolidamento della scrittura vera e propria.

pregrafismi_Lallaepa3Lo sviluppo delle capacità percettive e di organizzazione spazio temporale, competenze fondamentali per l’acquisizione della lingua scritta, si colloca in un’età cronologica che varia dai 4 ai 6 anni e si consolida durante il primo ciclo della scuola primaria; per questa ragione appare evidente come eventuali difficoltà vanno individuate precocemente, in quanto la situazione tende a peggiorare nel tempo e la mancata conquista di tali abilità non solo incide sul rendimento scolastico, ma può avere riflessi negativi sul piano emotivo e relazionale, generando sentimenti di inadeguatezza, delusione, e quindi demotivazione e disagio nel bambino.

Si comprende pertanto quanta importanza assuma un buon inizio e un corretto avvicinamento alla lingua scritta per gli alunni già nella Scuola dell’Infanzia.

Il percorso che porta all’apprendimento della scrittura, però, dovrebbe iniziare ancora prima dei 5 anni, progettando situazioni e attività didattiche che aiutino gli alunni ad acquisire e sviluppare i prerequisiti importanti per arrivare a questa competenza, sviluppando pertanto la specializzazione dell’emisfero sinistro del cervello, quello predisposto a tale scopo.

Ogni insegnante, inoltre, dovrebbe identificare una propria metodologia che aiuti i bambini e le bambine del suo gruppo ad acquisire naturalmente, senza sforzo e in modo giocoso, la padronanza del gesto, l’organizzazione del movimento, della postura e dell’impugnatura corretti.

E tutto questo focalizzando l’attenzione sul graduale processo di acquisizione delle competenze non solo strettamente grafiche, ma anche percettivo-motorie, cognitive, emotive e relazionali, in una visione che tiene conto della formazione globale di ogni singolo bambino.

Pertanto sono quanto mai importanti e necessarie tutte quelle attività che accrescono sia la coordinazione motoria globale (conoscenza e percezione del proprio corpo, equilibrio statico e dinamico, controllo posturale, lateralizzazione…) che quella fine (adeguata motricità fine nell’uso delle forbici, nel colorare entro i contorni forme diverse, nella presa dello strumento grafico…), non dimenticando, però, un adeguato sostegno dell’aspetto motivazionale e psicologico.

Laura Buccolini