Luglio

18Lug2016

Secondo studi condotti dall’OCSE, un corretto percorso didattico grafo-motorio è in grado di prevenire nell’80-90% dei bambini in età scolare l’insorgenza di disgrafie di tipo evolutivo, difficoltà che rallentano l’apprendimento e influiscono negativamente sul consolidamento della scrittura vera e propria.

pregrafismi_Lallaepa3Lo sviluppo delle capacità percettive e di organizzazione spazio temporale, competenze fondamentali per l’acquisizione della lingua scritta, si colloca in un’età cronologica che varia dai 4 ai 6 anni e si consolida durante il primo ciclo della scuola primaria; per questa ragione appare evidente come eventuali difficoltà vanno individuate precocemente, in quanto la situazione tende a peggiorare nel tempo e la mancata conquista di tali abilità non solo incide sul rendimento scolastico, ma può avere riflessi negativi sul piano emotivo e relazionale, generando sentimenti di inadeguatezza, delusione, e quindi demotivazione e disagio nel bambino.

Si comprende pertanto quanta importanza assuma un buon inizio e un corretto avvicinamento alla lingua scritta per gli alunni già nella Scuola dell’Infanzia.

Il percorso che porta all’apprendimento della scrittura, però, dovrebbe iniziare ancora prima dei 5 anni, progettando situazioni e attività didattiche che aiutino gli alunni ad acquisire e sviluppare i prerequisiti importanti per arrivare a questa competenza, sviluppando pertanto la specializzazione dell’emisfero sinistro del cervello, quello predisposto a tale scopo.

Ogni insegnante, inoltre, dovrebbe identificare una propria metodologia che aiuti i bambini e le bambine del suo gruppo ad acquisire naturalmente, senza sforzo e in modo giocoso, la padronanza del gesto, l’organizzazione del movimento, della postura e dell’impugnatura corretti.

E tutto questo focalizzando l’attenzione sul graduale processo di acquisizione delle competenze non solo strettamente grafiche, ma anche percettivo-motorie, cognitive, emotive e relazionali, in una visione che tiene conto della formazione globale di ogni singolo bambino.

Pertanto sono quanto mai importanti e necessarie tutte quelle attività che accrescono sia la coordinazione motoria globale (conoscenza e percezione del proprio corpo, equilibrio statico e dinamico, controllo posturale, lateralizzazione…) che quella fine (adeguata motricità fine nell’uso delle forbici, nel colorare entro i contorni forme diverse, nella presa dello strumento grafico…), non dimenticando, però, un adeguato sostegno dell’aspetto motivazionale e psicologico.

Laura Buccolini